In alcune situazioni, può essere utile dare una rappresentazione sintetica della distribuzione di una variabile casuale attraverso degli indici caratteristici piuttosto che dare una sua rappresentazione completa mediante la funzione di ripartizione, di massa o di densità di probabilità. Esistono diversi modi per costruire questi indici, tra i più utilizzati il calcolo di uno e più valori attesi detti anche momenti della distribuzione di una variabile casuale.
Data la variabile casuale semplice
con funzione di ripartizione
, di massa e densità
e trasformata
,
Valore atteso (o momento) della trasformata: è il valore così definito; in simboli:
N.B.: la è la funzione di massa di probabilità della variabile casuale semplice discreta
, la quale assume valori
con
ed eventualmente con
se il supporto o rango della funzione è un insieme con cardinalità infinita numerabile, cioé, se l’insieme dei valori assunti dalla variabile casuale è un insieme costituito da un numero infinito numerabile di numeri reali. La
è la funzione di densità di probabilità della variabile casuale continua
, la quale assume valori nell’intervallo
, eventualmente con
e
.
Dalla definizione appare evidente il fatto che il valore atteso è una costante, pertanto, la considerazione iniziale circa la sintetizzazione della distribuzione di una variabile casuale ha senso; in particolare, quest’ultimo obbiettivo viene conseguito dal momento utilizzando la seguente logica: i valori trasformati mediante la trasfomata vengono sommati (nel discreto) e/o integrati (nel continuo) dopo esser stati pesati rispettivamente con la PMF e/o PDF.
Prima di procedere con l’analisi dei principali momenti, si verificano ora alcune proprietà fondamentali:
Valore atteso di una costante: data la variabile casuale semplice con funzione di ripartizione
e trasformata
(costante), il valore atteso della trasformata è pari alla costante stessa; in simboli:
Si prova ora questa conclusione.
Il valore atteso della trasformata , cioé, della costante
, è la quantità così definita, in simboli:
ma essendo k costante sia nel discreto che nel continuo si può portare fuori dalla sommatoria e dalla integrazione, ottenendo quanto segue, in simboli:
ma, per la proprietà di cui gode la PMF, la sommatoria restante è pari alla unità e per la corrispondente proprietà di cui gode la PDF l’integrale restante è pari all’unità, pertanto, sia nel discreto che nel continuo si ricava che il valore atteso della costante è pari alla costante stessa.
Proprietà di omogeneità: data la variabile casuale semplice
Si prova ora questa conclusione.
Il valore atteso del prodotto della costante per la trasformata
, è la quantità così definita, in simboli:
ma essendo costante sia nel discreto che nel continuo si può portare fuori dalla sommatoria e dalla integrazione, ottenendo quanto segue, in simboli:
la sommatoria e l’integrale restanti sono pari al valore atteso della trasformata rispettivamente nel discreto e nel continuo; pertanto, sostituendoli entrambi con
si ottiene il risultato cercato.
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Proprietà di additività: data la variabile casuale semplice
Si prova ora questa conclusione.
Il valore atteso della somma delle trasformate e
, è la quantità così definita, in simboli:
Risolvendo la sommatoria (nel discreto) e l’integrale (nel continuo), si ottiene, in simboli:
dove, la prima sommatoria è il valore atteso della trasformata mentre la seconda è il momento della trasformata
; stesso discorso nel continuo, il primo integrale coincide con il valore atteso della trasformata
mentre il secondo con il momento della trasformata
.
Infine, la proprietà che raccoglie la omogeneità e la additività,
Proprietà di linearità: data la variabile casuale semplice con funzione di ripartizione
, le trasformate
e
e le costanti
e
, il valore atteso della loro combinazione lineare è pari alla combinazione lineare dei valori attesi; in simboli:
Si prova ora questa conclusione.
Il valore atteso della combinazione lineare, è la quantità così definita, in simboli:
applicando le proprietà della sommatoria (nel discreto) e di integrazione (nel continuo) si ottiene, in simboli:
ma essendo e
costanti sia nel discreto che nel continuo si possono portare fuori dalla sommatoria e dalla integrazione, ottenendo quanto segue, in simboli:
la sommatoria e l’integrale restanti sono pari al valore atteso delle trasformate e
rispettivamente nel discreto e nel continuo; pertanto, sostituendoli con
ed
si ottiene il risultato cercato.