Probabilità – Lez013 (teoria ed esempi semplici)

By l1nvx

Data la Variabile Casuale Semplice X, la

Funzione di distribuzione (o di ripartizione o delle probabilità cumulate): è la funzione dall’insieme dei reali nell’intervallo chiuso \left [0, 1\right ], che ad ogni numero reale associa la probabilità che la variabile casuale semplice X assuma valori minori o uguali del reale x.

Traducendo quanto detto in simboli:

F_X: R \to \left [0, 1\right ]: x \to F_X\left (x\right ) = P\left (X \le x\right )

In parole povere, la funzione di ripartizione misura la probabilità dell’evento A_X, come si evince dai passi seguenti:

P\left (A_X\right ) =

= P\left [\omega \in \Omega:X\left (\omega\right ) \le x\right ] =

= P\left [X\left (\omega\right ) \le x\right ] =

= P\left (X \le x\right ) :)

La funzione di ripartizione gode di diverse proprietà:

  • 0 \le F_X\left (x\right ) \le 1
  • \lim_{x \to +\infty}F_X\left (x\right ) = 1
  • \lim_{x \to -\infty}F_X\left (x\right ) = 0
  • \forall x_1, x_2 \in R\;\mbox{se}\;x_1 < x_2 \to F_X\left (x_1\right ) \le F_X\left (x_2\right ) – è cioé, monotona non decrescente
    N.B.: Tale condizione può essere espressa anche in questo modo: \frac{F_X\left (x_2\right ) - F_X\left (x_1\right )}{x_2 - x_1} \ge 0. Se fosse stato \le si sarebbe parlato di funzione non crescente, se > di funzione strettamente non decrescente ed infine se < di funzione strettamante non crescente; in ogni caso, questo tipo di funzioni sono dette monotone.
  • P\left (x_1 < X \le x_2\right ) = F_X\left (x_2\right ) - F_X\left (x_1\right ) – cioé, consente di stabilire la probabilità che la variabile casuale semplice X assuma valori compresi in intervalli del tipo \left (x_1, x_2\right ].
Funzione di ripartizione (discreto)

Funzione di ripartizione (discreto)

Nel DISCRETO:

  • \lim_{x \to x_o^+}F_X\left (x\right ) = F_X\left (x_0\right ) - cioé, la funzione delle probabilità cumulate è continua a destra.
    N.B.: Tale condizione può essere espressa anche in questo modo: per ogni successione \left \{x_n\right \} convergente a x_0 si ha, in simboli,
    \lim_{n \to +\infty}F_X\left (x_n\right ) = F_X\left (\lim_{n \to +\infty}x_n\right ) = F_X\left (x_0\right )
  • \lim_{x \to x_0^+}F_X\left (x\right ) = F_X\left (x_0\right )\;\mbox{e}\;\lim_{x \to x_0^-}F_X\left (x\right ) \ne F_X\left (x_0\right ) - cioé, la funzione delle probabilità cumulate presenta dei punti di discontinuità di 1° specie (o salti) in corrispondenza delle determinazioni x_i assunte dalla variabile casuale (con i = 1, 2, \ldots, n).
    N.B.: In particolare, si chiama salto la quantità pari alla differenza tra i limiti; in simboli:
    \lim_{x \to x_0^+}F_X\left (x\right ) - \lim_{x \to x_0^-}F_X\left (x\right )
    che si possono denotare anche in questo modo (senza dimenticarsi del loro significato probabilistico):
    F_X\left (x_0\right ) - F_X\left (x_0-\right ) = P\left (X = x_0\right ) = f_X\left (x_0\right )*

Funzione di ripartizione (continuo)

Funzione di ripartizione (continuo)

Nel CONTINUO:

  • la funzione delle probabilità cumulate è assolutamente continua, cioé, è continua e derivabile ovunque.






Si verificano, adesso, alcune delle suddette proprietà.

  • \forall x_1, x_2 \in R\;\mbox{se}\;x_1 < x_2 \to F_X\left (x_1\right ) \le F_X\left (x_2\right )
Funzione monotona non decrescente

Funzione monotona non decrescente

Partendo dalla definizione di variabile casuale semplice, deve essere, in questo caso specifico, Ax2 un evento; in simboli:

A_{x_2} := \left \{\omega \in \Omega: X\left (\omega\right ) \le x_2\right \} \in P\left (\Omega\right )

ma A_{x_2} può essere pensato come l’unione di due eventi incompatibili; in simboli:

= \left \{\omega \in \Omega: X\left (\omega\right ) \le x_1\right \} \cup \left \{\omega \in \Omega: x_1 < X\left (\omega\right ) \le x_2\right \} =

In particolare, il primo evento si può denotare con A_{x_1}:

= A_{x_1} \cup \left \{\omega \in \Omega: x_1 < X\left (\omega\right ) \le x_2\right \}

Da quest’ultima formula, si deduce che A_{x_1} è incluso propriamente in A_{x_2}; in simboli:

A_{x_1} \subset A_{x_2}

Per la monotonia, segue che, in simboli:

A_{x_1} \subset A_{x_2} \to P\left (A_{x_1}\right ) < P\left (A_{x_2}\right )

Per la definizione di funzione di ripartizione P\left (A_{x_2}\right ) = F_X\left (x_2\right )\;\mbox{e}\;P\left (A_{x_1}\right ) = F_X\left (x_1\right ); sostituendo nella precedente si ottiene la formula cercata:

F_X\left (x_1\right ) < F_X\left (x_2\right ) :)


  • P\left (x_1 < X\left (\omega\right ) \le x_2\right ) = F_X\left (x_2\right ) - F_X\left (x_1\right )

Partendo dalla definizione di variabile casuale semplice, deve essere, in questo caso specifico, A_{x_2} un evento; in simboli:

A_{x_2} := \left \{\omega \in \Omega: X\left (\omega\right ) \le x_2\right \}

ma A_{x_2} può essere pensato come l’unione di due eventi incompatibili; in simboli:

= \left \{\omega \in \Omega: X\left (\omega\right ) \le x_1\right \} \cup \left \{\omega \in \Omega: x_1 < X\left (\omega\right ) \le x_2\right \} =

In particolare, il primo evento si può denotare con A_{x_1}:

= A_{x_1} \cup \left \{\omega \in \Omega: x_1 < X\left (\omega\right ) \le x_2\right \}

Passando alle probabilità:

P\left (A_{x_2}\right ) = P\left \{\left (A_{x_1}\right ) \cup P\left [\omega \in \Omega: x_1 < X\left (\omega\right ) \le x_2\right ]\right \}

Essendo i due eventi incompatibili, è possibile applicare alla probabilità della unione il principio delle probabilità totali per eventi mutualmente esclusivi ottenendo che la suddetta probabilità equivale alla somma delle singole probabilità marginali (da qui, la definizione di probabilità cumulate della F_X); in simboli:

P\left (A_{x_2}\right ) = P\left (A_{x_1}\right ) + P\left [x_1 < X\left (\omega\right ) \le x_2\right ]

Per definizione di funzione di ripartizione, P\left (A_{x_2}\right ) = F_X\left (x_2\right )\;\mbox{e}\;P\left (A_{x_1}\right ) = F_X\left (x_1\right ); sostituendo nella precedente si ottiene la formula cercata:

P\left (x_1 < X\left (\omega\right ) \le x_2\right ) = F_X\left (x_2\right ) - F_X\left (x_1\right ) :)


Esempio (discreto): si consideri l’esperimento casuale lancio di una moneta bilanciata con spazio campionario \Omega costituito dai seguenti punti campionari: Croce e Testa. In simboli:

\Omega := \left \{C,T\right \}

N.B.: si tratta di uno spazio campionario con cardinalità finita, in quanto, l’insieme di tutti i possibili risultati dell’esperimento casuale è costituito da un numero finito di elementi (… giusto per non dimenticare quanto appreso nelle lezioni precedenti ;) )

Si assume come variabile casuale semplice la funzione X da \Omega in R che ad ogni punto dello spazio (croce e testa) associa uno ed un solo numero reale, ad esempio, 0\;\mbox{a}\;C\;\mbox{ed}\;1\;\mbox{a}\;T; in simboli:

\left \{\begin{matrix} X\left (C\right ) = 0\\X\left (T\right ) = 1\end{matrix}\right.

e tale che sia vera la condizione A_1 è un evento, dove A_1 è l’insieme dei punti dello spazio campionario per i quali il valore assunto dalla funzione in quei punti è minore o uguale a 1; in simboli:

A_1 \in P\left (\Omega\right )\;\mbox{dove}\;A_1 := \left \{\omega \in \Omega: X\left (\omega\right ) \le 1\right \}

N.B.: si ricorda che dire X\left (\omega\right ) è minore o uguale a 1, equivale a dire che X\left (\omega\right ) appartiene all’intervallo aperto a sinistra \left (-\infty,1\right ].

Il dominio della funzione è dato dai punti dello spazio campionario mentre il supporto S_X (cioé, l’insieme di valori che la variabile casuale assume) è dato dai numeri reali 0\;\mbox{e}\;1. Da quest’ultima considerazione, appare chiaro il fatto che si ha a che fare con una variabile casuale discreta.

La funzione di ripartizione F_X della variabile casuale discreta X sarà per quanto detto sopra la probabilità dell’evento A_1; in simboli:

F_X = P\left (A_1\right ) = P\left [\omega \in \Omega: X\left (\omega\right ) \le 1\right ]

ma l’evento A può essere pensato come l’unione di due eventi incompatibili, in simboli:

F_X = P\left (A_1\right ) = P\left \{\omega \in \Omega: X\left (\omega\right ) \le 1\right \} =\\= P\left \{\left [\omega \in \Omega: X\left (\omega\right ) \le 0\right ] \cup \left [\omega \in \Omega: 0 < X\left (\omega\right ) \le 1\right ]\right \}

applicando il principio delle probabilità totali per eventi mutualmente esclusivi alla probabilità dell’unione, si ottiene che quest’ultima equivale alla somma delle singole probabilità marginali, in simboli:

= P\left [\omega \in \Omega: X\left (\omega\right ) \le 0\right ] + P\left [\omega \in \Omega: 0 < X\left (\omega\right ) \le 1\right ]

Funzione di ripartizione della v.c. discreta X

Funzione di ripartizione della v.c. discreta X

Calcolando le probabilità, segue che la F_X per la variabile casuale semplice discreta che associa a Testa 0\;\mbox{ed}\;1 a Croce è in simboli:

F_X := \left \{\begin{matrix}P\left (X \ge 1\right ) = 1\\P\left (0 \le X < 1\right ) = \frac{1}{2}\\P\left (X < 0\right ) = 0\end{matrix}\right.


In conclusione, si analizzano i pregi ed i difetti della funzione di ripartizione.

PREGI: è definita sia per variabili casuali discrete che continue.

DIFETTI: spesso si è interessati a conoscere il modo in cui la probabilità si distribuisce su ciascun valore assunto dalla variabile casuale e non alla probabilità riferita ad intervalli del tipo \left (-\infty, x\right ]. Per ovviare a questo limite, è stata introdotta una nuova funzione, la massa di probabilità (PMF o Probability Mass Function) che si vedrà nella lezione successiva.


*la f_X\left (x_0\right ) = P\left (X = x_0\right ) è la PMF, la funzione che misura la probabilità che la variabile casuale semplice discreta X assuma valori uguali ad x_0.

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Una Risposta a “Probabilità – Lez013 (teoria ed esempi semplici)”

  1. p4cm4n Dice:

    …aggiornate tutte le formule in LaTeX.

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