Data la Variabile Casuale Semplice , la
Funzione di distribuzione (o di ripartizione o delle probabilità cumulate): è la funzione dall’insieme dei reali nell’intervallo chiuso
, che ad ogni numero reale associa la probabilità che la variabile casuale semplice X assuma valori minori o uguali del reale x.
Traducendo quanto detto in simboli:
In parole povere, la funzione di ripartizione misura la probabilità dell’evento
, come si evince dai passi seguenti:
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La funzione di ripartizione gode di diverse proprietà:
– è cioé, monotona non decrescente
N.B.: Tale condizione può essere espressa anche in questo modo:. Se fosse stato
si sarebbe parlato di funzione non crescente, se
di funzione strettamente non decrescente ed infine se
di funzione strettamante non crescente; in ogni caso, questo tipo di funzioni sono dette monotone.
-
– cioé, consente di stabilire la probabilità che la variabile casuale semplice X assuma valori compresi in intervalli del tipo
.
Nel DISCRETO:
- cioé, la funzione delle probabilità cumulate è continua a destra.
N.B.: Tale condizione può essere espressa anche in questo modo: per ogni successioneconvergente a
si ha, in simboli,
- cioé, la funzione delle probabilità cumulate presenta dei punti di discontinuità di 1° specie (o salti) in corrispondenza delle determinazioni
assunte dalla variabile casuale (con
).
N.B.: In particolare, si chiama salto la quantità pari alla differenza tra i limiti; in simboli:
che si possono denotare anche in questo modo (senza dimenticarsi del loro significato probabilistico):
*
Nel CONTINUO:
- la funzione delle probabilità cumulate è assolutamente continua, cioé, è continua e derivabile ovunque.
Si verificano, adesso, alcune delle suddette proprietà.
Partendo dalla definizione di variabile casuale semplice, deve essere, in questo caso specifico, Ax2 un evento; in simboli:
ma può essere pensato come l’unione di due eventi incompatibili; in simboli:
In particolare, il primo evento si può denotare con :
Da quest’ultima formula, si deduce che è incluso propriamente in
; in simboli:
Per la monotonia, segue che, in simboli:
Per la definizione di funzione di ripartizione ; sostituendo nella precedente si ottiene la formula cercata:
Partendo dalla definizione di variabile casuale semplice, deve essere, in questo caso specifico, un evento; in simboli:
ma può essere pensato come l’unione di due eventi incompatibili; in simboli:
In particolare, il primo evento si può denotare con :
Passando alle probabilità:
Essendo i due eventi incompatibili, è possibile applicare alla probabilità della unione il principio delle probabilità totali per eventi mutualmente esclusivi ottenendo che la suddetta probabilità equivale alla somma delle singole probabilità marginali (da qui, la definizione di probabilità cumulate della ); in simboli:
Per definizione di funzione di ripartizione, ; sostituendo nella precedente si ottiene la formula cercata:
Esempio (discreto): si consideri l’esperimento casuale lancio di una moneta bilanciata con spazio campionario costituito dai seguenti punti campionari: Croce e Testa. In simboli:
N.B.: si tratta di uno spazio campionario con cardinalità finita, in quanto, l’insieme di tutti i possibili risultati dell’esperimento casuale è costituito da un numero finito di elementi (… giusto per non dimenticare quanto appreso nelle lezioni precedenti
)
Si assume come variabile casuale semplice la funzione da
in
che ad ogni punto dello spazio (croce e testa) associa uno ed un solo numero reale, ad esempio,
; in simboli:
e tale che sia vera la condizione è un evento, dove
è l’insieme dei punti dello spazio campionario per i quali il valore assunto dalla funzione in quei punti è minore
uguale a
; in simboli:
N.B.: si ricorda che dire è minore
uguale a
, equivale a dire che
appartiene all’intervallo aperto a sinistra
.
Il dominio della funzione è dato dai punti dello spazio campionario mentre il supporto (cioé, l’insieme di valori che la variabile casuale assume) è dato dai numeri reali
. Da quest’ultima considerazione, appare chiaro il fatto che si ha a che fare con una variabile casuale discreta.
La funzione di ripartizione della variabile casuale discreta
sarà per quanto detto sopra la probabilità dell’evento
; in simboli:
ma l’evento può essere pensato come l’unione di due eventi incompatibili, in simboli:
applicando il principio delle probabilità totali per eventi mutualmente esclusivi alla probabilità dell’unione, si ottiene che quest’ultima equivale alla somma delle singole probabilità marginali, in simboli:
Calcolando le probabilità, segue che la per la variabile casuale semplice discreta che associa a Testa
a Croce è in simboli:
In conclusione, si analizzano i pregi ed i difetti della funzione di ripartizione.
PREGI: è definita sia per variabili casuali discrete che continue.
DIFETTI: spesso si è interessati a conoscere il modo in cui la probabilità si distribuisce su ciascun valore assunto dalla variabile casuale e non alla probabilità riferita ad intervalli del tipo . Per ovviare a questo limite, è stata introdotta una nuova funzione, la massa di probabilità (PMF o Probability Mass Function) che si vedrà nella lezione successiva.
*la
Tag: Funzione delle probabilità cumulate, Funzione di distribuzione, Funzione di ripartizione




Luglio 7, 2009 alle 22:32 |
…aggiornate tutte le formule in LaTeX.